Il 19 marzo 1964 i Carabinieri di San Casciano, a seguito delle proteste del vicino di casa di Mario Vanni, che aveva lamentato delle scenate, più che altro verbali, la cui eco gli giungeva nella sua abitazione contigua e per il fatto che una volta la moglie del Vanni Luisa, piangente, s’era rifugiata presso la sua casa, la cui porta si apre sulle medesime scale, aveva chiamato i Carabinieri a messi a conoscenza dei fatti.
I Carabinieri avevano stilato il verbale prot. N. 13/34 del 19 marzo 1964 a firma del maresciallo capo comandante della stazione, Anelito Niccolai.
A seguito di questo episodio Vanni fu giudicato per il reato di maltrattamenti in famiglia ed assolto dalla sentenza del Tribunale. Vedi Storia delle merende infami pag. 27/28
Per l’episodio il 21 Marzo 1964 esce un articolo su un quotidiano.